Breve storia del logo di “Adrano solare”

Come nacque il simbolo grafico di “Adrano solare” o dell’Estate adranita

Nell’estate dell’ormai lontano 1979, avevo appena finito di frequentare il secondo anno di Grafica pubblicitaria all’Istituto Statale d’Arte di Catania. Mio zio Pietro Scalisi, recentemente scomparso, già allora molto attivo nello studio e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del territorio di Adrano, aveva ricevuto da qualche mese l’incarico di assessore allo sport, turismo e spettacolo per l’amministrazione comunale di sinistra guidata dal Sindaco Nicolò Di Guardia, insediatasi nel 1977. Come era del resto tipico del suo modo di fare quando assumeva un nuovo impegno, mio zio si mise subito all’opera per organizzare, già a partire dai primi mesi di quello stesso anno, una serie di eventi culturali, dedicati ovviamente ai cittadini di Adrano. In quella stessa estate del ‘79, mio zio decise che tutti gli eventi organizzati dal suo assessorato per conto dell’Amministrazione comunale di Adrano, dovessero essere sempre contraddistinti, nella pubblicistica stampata, da un logo grafico appositamente creato. Egli mi affidò così questo incarico, con il tacito accordo che non ci sarebbe stato alcun compenso economico, a parte la soddisfazione di veder pubblicato e diffuso un mio progetto grafico in tutta la città di adrano. Mi ritrovai così, ad appena 16 anni, con pochissime esperienze di progettazione grafica (tra l’altro solo di tipo scolastico e non professionali) ad assolvere ad un compito per me enorme, ma allo stesso tempo assolutamente entusiasmante e coinvolgente.

Alcuni schizzi di studio per il progetto del logo grafico di “Adrano solare”


Le indicazioni fornitemi sui contenuti che tale logo grafico avrebbe dovuto veicolare erano pochissime ma molto chiare: Adrano inteso da un lato come territorio di grande valore storico ed ambientale, e dall’altro come “territorio del sole”, scelto appositamente dalla Comunità Europea per ospitare la nuova centrale solare sperimentale denominata “Eurelios”. Proprio in quegli ultimi mesi infatti erano già iniziati i lavori per la realizzazione della nuova centrale solare su iniziativa della CEE, a cui partecipavano l’Italia (attraverso l’Enel), la Francia e la Germania. Il nuovo impianto, ubicato in un’area a sud del territorio Adranita e poco distante dalla sponda sinistra del fiume Simeto, sarebbe diventato la più grande centrale solare a specchi fino ad allora costruita in grado di immettere l’energia prodotta in una normale rete di distribuzione. Un esperimento dunque innovativo, di grande interesse tecnico-scientifico a quel tempo ed indirettamente anche un richiamo di attenzione verso il nostro territorio di Adrano.

Plastico di progetto della nuova centrale solare Eurelios

In quella estate del’79 cominciai a pensare come comporre tale simbolo grafico; seguì un lungo periodo di elaborazione mentale per definire una immagine che potesse sintetizzare quei concetti con un forte impatto visivo attraverso una composizione unitaria, equilibrata e fortemente stilizzata. Questa fu forse la fase più sofferta di questo lavoro, ma verso la fine dell’estate avevo già definito anche se ancora solo mentalmente come doveva essere questa sintesi visiva: il castello normanno come simbolo della storia di Adrano, del suo territorio e dei suoi monumenti, abbinato ad una struttura radiale formata da una serie di “onde di irradiazione energetica” che simboleggiasse il sole ed un orizzonte da cui si sviluppasse uno spazio prospetticamente definito, a suggerire quasi la piazza davanti al castello. Cominciai così a lavorare sulla costruzione geometrica di tutta la configurazione, con squadre e compasso (il computer ancora non esisteva), ed in breve tempo giunsi al progetto definitivo, con un disegno a china che doveva essere riprodotto fotograficamente per realizzare le matrici di stampa.

Il logo di Adrano nella versione definitiva. Dettaglio estratto da uno stampato.


Per la riproduzione stilizzata del castello normanno mi ispirai al prospetto orientale, naturalmente riducendo il tutto ad una immagine estremamente sintetica. Per rappresentare il sole e l’energia disegnai una serie di onde che si propagano a partire da un centro dove collocai il disco solare, parzialmente nascosto dalla linea d’orizzonte e dal profilo del castello medesimo. Queste onde, ripetendosi ritmicamente verso l’esterno, generano l’effetto cosiddetto “marezzato”, molto usato nelle immagini della “Optical art”, una corrente artistica che già allora guardavo con molto interesse. Ho utilizzato l’effetto “marezzato” proprio per esprimere il senso di propagazione e di irradiazione energetica che volevo rendere attraverso questa configurazione sintetica.

Nell’autunno del ‘79 il logo grafico era già pronto, mio zio apprezzò complessivamente il progetto ma volle apportare solo una modifica, che io accettai, ovvero l’introduzione nella parte centrale (dai bordi del disco solare) di una serie di raggi, per rendere ancora più chiara l’idea che quel disco fosse proprio il sole. Intanto nel mese di novembre dello stesso anno l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini venne a visitare la nuova centrale Eurelios, i cui lavori per il suo completamento erano già abbastanza avanzati. Io stesso mi recai insieme ad altri amici nei pressi della centrale per assistere all’evento e vedere il Presidente. Pochi giorni dopo era già pronto il primo stampato per pubblicizzare un nuovo evento culturale che si sarebbe svolto nel mese di dicembre. L’iniziativa venne denominata “Dicembre musicale adranita” e prevedeva una serie di concerti di musica classica al teatro bellini, a cui tutti i cittadini potevano partecipare gratuitamente. Nella prima pagina di questo stampato ovviamente venne riprodotto il logo.

Dettaglio da una locandina per il “Dicembre Musicale Adranita” del 1979

Nell’estate dell’anno successivo il logo divenne il distintivo della famosa “Estate Adranita”, ovvero una serie di eventi organizzati dall’assessorato al turismo e spettacolo della durata di circa un mese, con concerti, proiezioni cinematografiche e teatro. Questa iniziativa fu una delle più importanti per la città di Adrano, grazie all’impegno di mio zio Pietro, che riscosse un significativo successo e una grande partecipazione da parte dei cittadini di Adrano, tanto che ancora oggi ci sono alcuni abitanti che ricordano tale evento.
Venne così montato nel piazzale centrale della villa comunale il grande palco per gli spettacoli con un grande pannello colorato di azzurro che fungeva da fondale sul quale campeggiava la scritta “Estate adranita 1980”, affiancata dalla riproduzione in scala ingrandita del suddetto logo. Alla realizzazione di tale pannello partecipai anche io, che mi occupai proprio della riproduzione del logo. Il pannello di fondo, dopo la fine di tali eventi, successivamente per un certo tempo venne riposto in alcuni locali del Comune per essere probabilmente riciclato in altro modo o distrutto. Oggi in ogni caso non esiste più ma grazie ad un cortometraggio del 1980 girato dal regista Walter Locatelli per conto dell’Enel e dedicato alla nuova centrale Eurelios, è possibile rivedere in qualche scena di questo filmato il palco dell’Estate adranita 1980 con il pannello di fondo ed il logo. Una copia digitale del filmato in inglese si può trovare sull’archivio web dell’Enel che conserva molti documenti audiovisivi tra foto e filmati (https://archiviostorico.enel.com/), avviando la ricerca alla voce Eurelios.

Una scena tratta dal documentario di Walter Locatelli sulla nascente centrale solare Eurelios. Sul palco è visibile il pannello di fondo con la scritta “Estate adranita 1980” affiancata dal logo.

Con la fine dell’Amministrazione di sinistra del sindaco Di Guardia nell’estate del 1981, il logo cadde per molto tempo nell’oblio. Infatti la nuova Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Vincenzo Castiglione non riutilizzò mai, in nessuna occasione, il logo da me progettato, con grande mia delusione. Il nuovo assessorato al turismo e spettacolo pensò bene di commissionarne uno nuovo, che ebbe però un utilizzo estremamente limitato nonostante fosse un logo a mio avviso altrettanto valido, anche se molto diverso dal mio.
Il logo di “Adrano solare” fece di nuovo la sua comparsa nella pubblicistica stampata del Comune quando, per un breve periodo, intorno al 1995, mio zio fu assessore alla Cultura e vicesindaco per conto dell’Amministrazione guidata dal sindaco Nicolò Bertolo. Dopo questa breve esperienza, il logo non venne mai più utilizzato dal Comune di Adrano.
Il logo di Adrano solare, o dell’estate adranita, (così mi piace chiamarlo) continuò nonostante tutto ad esistere e a rivivere in un altro modo. Infatti tutti gli scritti di mio zio Pietro, dedicati alla storia e ai beni culturali ed ambientali di Adrano, pubblicati negli ultimi decenni, sono sempre stati contraddistinti dal logo di Adrano solare. Questa fu una scelta precisa di mio zio, artista ed intellettuale di grande valore, scomparso proprio la scorsa estate, al quale dedico questo articolo ed il mio stesso logo, che rimarrà sempre una esclusiva di tutte le sue edizioni stampate e come affettuoso ricordo di una singolarissima collaborazione tra un ragazzino di appena sedici anni ed un intellettuale impegnato dalle capacità straordinarie.
Alfredo La Manna

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