Emanuele Ortolani

Nuovo dizionario geografico, statistico e biografico della Sicilia antica e moderna, 1819

Giuseppe Emanuele Ortolani dei baroni di Pasquale, discendente da una antica famiglia pisana che si trasferì in Sicilia nel sec. XIII, nacque nel 1758 a Palermo. Laureatosi in legge, si distinse per i suoi vasti studi di statistica e storia, ma anche per la pubblicazione, dal 1818 al 1821, dei quattro famosi volumi dal titolo “Biografia degli uomini illustri della Sicilia”. Nel 1819 diede alle stampe anche un dizionario con notizie generali di carattere storico e geografico-statistico dedicato ai comuni della Sicilia.

Frontespizio Ortolani
Frontespizio del dizionario geografico di Ortolani sulla Sicilia nell’edizione del 1819


Nel dizionario viene anche fatta una descrizione sintetica di Adernò, piuttosto generica, con notizie di carattere storico, geografico ed economico sulla città e il suo territorio. È probabile che le poche notizie riportate su Adernò siano state ricercate dall’autore soprattutto attraverso la consultazione di altre fonti statistiche e bibliografiche.

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“ADERNÒ, nel Val Demone, Diocesi di Catania, e distretto della sua Intendenza, situata alle falde dell’Etna, distante 19 miglia dal mare, 113 da Palermo. Ex feudo, con titolo di Contea della famiglia Moncada, de’ Principi di Paternò. Gli antiquari pretendono che sia l’antico Adrano, dove era il celebre tempio del Dio Adrano tenuto come il genio tutelare dei fonti o delle acque di Sicilia V. Elian. l. 2. c. 33. v. 156. Caesar Bizant.fogl. 95. Ha un vasto territorio irrigato dal fiume detto di Adernò, anticamente Adranio, fiume mentovato dall’abbreviatore di Stefano, hadranius amnis (V, Cluv. p. 409, 410.) Si pretende che vi siano in questo fiume due sorgenti, una limpida, l’altra limacciosa, per il che alcuni credono essere sotto questo fiume il lago degli Dei Palici; ma secondo i Critici antiquarj costoro che così pretendono, mal si oppongono. Si veggono nel Territorio di adernò avanzi di antiche mura, le rovine del tempio del Dio Adrano, gli avanzi di un grand’edificio, di un sepolcro, ed una torre dei tempi Normanni. (V. Biscari ediz. Abate cit. p. 57, 58, 59, 60.)
La pop. Di questa grossa terra è di 6623. la Chiesa di S. Pietro possiede alcune pitture del celebre Pittore siciliano conosciuto sotto il nome di Zoppo di Ganci. Il commercio di esportazione che vi si fa, consiste in grano di varj generi, cotone, e canape. È patria di Giuseppe Galluzzo che fiorì nel XVII secolo, e che coltivò con successo le muse latine ed italiane, e lasciò varie operette pubblicate per le stampe in Palermo. I mineralogisti hanno trovato in Adernò dei sciorli simili a quelli del delfinato di Francia, ed io vi ho trovato pure la Stroziana solfata.”
(Giuseppe Emanuele Ortolani, Dizionario geografico, statistico e biografico dlla Sicilia antica e moderna, 1819″)

 

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