Federico Münter

Viaggio in Sicilia, 1831

Friedrich Münter nasce nel 1761 a Gotha, fiorente cittadina della Turingia, in Germania. Per decisione del padre Balthasaar, un pastore protestante, tutta la famiglia si trasferì in Danimarca, nella città di Copenaghen, quando il piccolo Friedrich aveva ancora quattro anni.

Munter
Un ritratto di Friedrich Münter

Avviato ad una rigida educazione appena adolescente, successivamente il giovane Friedrich intraprende un lungo periodo di studi; dal 1778 frequenta l’Università di Copenaghen e dal 1781 continuò i suoi studi di teologia e filosofia presso l’università di Gottinga, in Germania. Nel 1784 inoltre riuscì a conseguire il dottorato di filosofia presso l’Università di Fulda. Oltre a parlare diverse lingue, tra cui anche latino, greco ed ebraico, nutrì particolare interesse anche verso l’archeologia e la numismatica. In Germania ebbe modo di conoscere diversi studiosi ed intellettuali, tra cui anche Goethe. Già durante i suoi studi universitari, frequentò alcune associazioni massoniche sia in Germania che in Danumarca.
Dal 1784, grazie al sostegno finanziario della monarchia danese, intraprese un viaggio di studio in Italia, durante il quale ebbe modo di visitare anche la Sicilia. Di questo viaggio l’illustre studioso pubblicò il resoconto completo già nel 1789-90 in lingua danese e tedesca col titolo “Nachrichten von Neapel und Sicilien”. L’opera venne poi ripubblicata in traduzione italiana nel 1831, ad un anno dalla morte del suo autore. In quest’opera sono anche citate dall’autore alcune antiche vestigia site in territorio adornese, come l’antica cinta muraria dionigiana (di cui l’autore cita anche le torri quadrate che le affiancano) e alcuni ruderi di età romana, ma di esse non vi è alcuna trattazione dettagliata.

“In Adernò, l’antica Adranum, si vede tuttavia un grosso pezzo d’una muraglia con ismisurate pietra formata, che un avanzo del famoso tempio di Adranus fa congetturar che sia. Costui era una deità siciliana in questo paese particolarmente venerata. Oltre di ciò alcuni gran resti di muraglia di pietra della lava si osservano, lavorata come a pietra da taglio. Essa muraglia ha una larghezza di otto braccia, e da torri quadrate si vede difesa. Un’antica fabbrica ridotta in chiesa, che forse fu un tempio, una ben tenuta sepoltura e l’avanzo d’un eccellente bagno ben anco vi si ritrovano. Vicino a questi frantumi cominciano i grandi acquidotti che giugevano sino a Catania, dei quali io ne vidi gli avanzi fuori la medesima”. (Friedrich Munter, Viaggio in Sicilia, 1831)

 

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