Claudio Eliano

Historie varie, II-III sec. d.C.

Claudio Eliano fu un filosofo e scrittore romano, nato a Preneste intorno al 165 d.C. e morto verso il 235. Abbiamo alcune notizie sulla vita di Eliano dalle informazioni che si possono ricavare dagli scritti di Filostrato, nelle sue “Vite dei sofisti”.
A Roma studiò con il sofista Pausania, imparò perfettamente il greco attico, tanto da scrivere in questa lingua con grande precisione ed efficacia, e per questo venne spesso apprezzato dai suoi contemporanei, che lo soprannominarono “meliglossos”, ovvero lingua di miele.
Preferì trattare nei suoi scritti argomenti di carattere naturalistico e storico, affrontando talvolta temi di carattere mitico e leggendario, quindi spesso non rigorosamente documentati. Le sue opere più importanti sono “Sulla natura degli animali”, in 17 libri, pervenutaci per intero, e “Varia Historia”, in 14 libri, di cui soltanto i primi due ci sono giunti interi mentre i rimanenti libri ci sono noti solo in parte e spesso in forma di compendio.
Tra le varie notizie, aneddoti e aforismi contenuti in “Varia historia”, possiamo leggere anche quello che Eliano scrisse a proposito dei cani (cirnechi?) custodi del tempio del dio Adrano, forse sito nei pressi del Simeto; la versione qui riportata non è una traduzione rigorosa del testo originale, al fine di renderne più semplice la sua comprensione.

Moneta greca recante su una faccia l’immagine di un levrieroide

“ In Sicilia c’è la città di Adrano divinità lo­cale. Af­ferma inoltre che questo sia splendido. E quante altre cose narra intorno a lui, (dice che) è manifestamente benevolo e propizio verso i sup­plici. Di ciò diremo a parte. Adesso parleremo di quei famosi (animali). Vi sono i cani sacri, anzi essi sono i ministri e i servitori (del dio), i quali, superando i molossi per la bellezza e, essa per la grandezza (del corpo) riguardo al numero non sono meno di mille.
(…) Pertanto costoro durante il giorno blandi­scono (i fedeli) e dimenano la coda verso coloro che si avvici­nano al tempio e al recinto sacro, sia che si tratti di fore­stieri, sia che (si tratti) di locali (…).
Di notte poi, quali guide e scorte, guidano molto scrupolosamente gli avvi­nazzati e gli in­certi del cammino, accompagnando cia­scuno alla propria dimora ed inoltre si adoperano per una giusta e meritata punizione degli infedeli (…).
Saltano infatti contro gli infedeli e strappano loro an­che gli indumenti ed anche in questa ma­niera li fanno rinsavire (…). Sbranano molto vio­lentemente anche co­loro che sono esperti nell’arte di rubare …”
(Claudio Eliano, Historie varie, I cani cirnechi custodi del tempio del dio Adrano, libro XI, II-III sec. d.c.)

 

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