Francesco Ferrara

Storia generale dell’Etna, 1793

Francesco Ferrara fu uno studioso di scienze naturali tra i più conosciuti ed appprezzati in Sicilia tra il sec. XVIII e il XIX. Nato nel 1767 da una modesta famiglia di Trecastagni (CT), fu presto avviato alla carriera ecclesiastica, frequentando il seminario di Catania.
Nel 1786 si laurea in filosofia e medicina presso l’università di Catania e comincia ad interessarsi in particolar modo di materie scientifiche e tecniche, proseguendo i suoi studi con alcuni affermati intellettuali del tempo, come G. Zahra per la matematica, A. Battaglia per l’architettura (figlio del noto Francesco), Arcidiacono per la botanica e Mirone per la chimica. La sua passione per le scienze fisiche e naturali accrebbe negli ultimi decenni del Settecento: già nel 1781 ebbe modo di conoscere il grande Dolomieu (che in quell’anno visitò l’Etna) e successivamente Lazzaro Spallanzani, che nel 1788 compì l’ascesa al vulcano. Durante questi anni intensi di studi e nuove esperienze nel campo delle scienze naturali nel 1793 diede alle stampe la sua opera più conosciuta la “Storia generale dell’Etna”, sintesi delle sue conoscenze geologiche e vulcanologiche del territorio etneo. Nei decenni successivi inoltre pubblicò altri suoi studi di carattere naturalistico (ma talvolta anche di tipo storico ed archeologico) su altri siti della Sicilia. Morì nel 1850, dopo aver ricevuto diverse cariche ed onorificenze sia a Catania che a Palermo.
Nella famosa “Storia generale dell’Etna”, oltra a trattare di vari femoneni vulcanici e geologici in genere del territorio etneo, include anche una cronologia delle eruzioni, a partire dall’antichità fino al sec. XVIII. Nell’opera non ci sono riferimenti espliciti sul territorio o la città di Adernò, ma l’autore nella parte dedicata alla storia delle eruzioni ci riferisce delle famose colate laviche dei primi del Seicento, che interessarono anche il territorio di Adernò e di cui riferisce anche Pietro Carrera.

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Particolare della carta geologica dell'Etna da cui possiamo vedere le ultime propaggini della colata del 1610 (in arancio) verso Adernò
Particolare della carta geologica dell’Etna da cui possiamo vedere le ultime propaggini della colata del 1610 verso Adernò

“Il secolo decimosesto presenta frequenti, e considerabili eruzioni. Cominciò l’Etna nel luglio del 1603 a vomitar fiamme copiose dal cratere; seguì il fenomeno per molto tempo; indi udironsi forti scosse, e nel 1607 un torrente di lava uscì dal cratere, e ad un miglio di distanza andò a coprire un gran Lago formato dal radunamento delle acque delle nevi descritto dal Fazello, e che diede il nome al piano del Lago. Nel tempo stesso da una nuova voragine, nella parte dell’ovest, uscito un altro torrente di lava corse verso Adernò con somma devastazione di campagne di quelli abitanti. Non ancora cessata, nel Febbraio del 1610 un altro corso di lava scorse anche nella direzione di Adernò per lo spazio di un miglio in lunghezza, e larghezza, e nel Maggio dell’anno stesso da un’altra nuova voragine un torrente infuocato di 2. miglia di larghezza scorse 5. miglia anche verso Adernò, bruciando molta parte dei boschi la Pinita, la Sciambrita, e molte vigne della Cisterna.”
(Francesco Ferrara, Storia generale dell’Etna, 1793)

 

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