Il centro storico di Adrano: considerazioni generali

Un dettaglio del tessuto del centro storico di Adrano, tratto dal rilievo aerofotogrammetrico del 1996

Il centro storico di Adrano, secondo la perimetrazione già adottata nel PRG, occupa una superficie di circa 33 ettari, che con buona approssimazione rappresenta il 13% della superficie totale del centro abitato (255 ettari circa). La stima è stata effettuata utilizzando l’ultimo rilievo aerofotogrammetrico del 1996 ed una recente immagine satellitare.

Fig. 1. Planimetria semplificata del centro urbano di Adrano. Rielaborazione grafica del rilievo aerofotogrammetrico del 1996. La parte in giallo rappresenta l’area del centro storico secondo la perimetrazione adottata nello strumento urbanistico.

Lo schema planimetrico semplificato di fig. 1 visualizza direttamente questo rapporto tra le superfici del centro storico (in giallo) e la restante parte del centro urbano (in azzurro). Da nord a sud il nostro centro storico misura poco meno di 900 metri, mentre da est ad ovest supera appena i 700 metri. La differenza altimetrica tra il punto più basso e quello più alto non è rilevante: circa 36 metri di dislivello tra le estreme propaggini a sud-ovest e gli ultimi isolati a ridosso della chiesa di San Filippo a nord-est.

 

Fig. 2. Planimetria di Adernò di fine ‘800: rielaborazione grafica della mappa originale del nono decennio dell’Ottocento. In blu la parte di tessuto che attualmente fa parte del centro storico; in giallo la restante parte di tessuto di matrice ottocentesca.

Ancora fino all’ottavo decennio dell’Ottocento, gran parte del tessuto urbano di Adernò occupava l’area dell’attuale centro storico, come si può notare nella planimetria di Adernò di fine Ottocento, di cui la fig. 2 è una rielaborazione grafica, redatta sulla base della mappa originale; la parte di tessuto colorata in blu fa parte dell’area del centro storico. Le prime espansioni urbane di fine Ottocento sono già evidenti in questa planimetria (la parte di tessuto colorata in giallo nella fig. 2) , ma ancora in quel periodo la popolazione risulta in buona parte insediata nel tessuto più antico, mentre nelle nuove espansioni molti isolati non erano ancora stati saturati dalla nuova edilizia. Questa è una ulteriore prova del fatto che gran parte della popolazione adornese, fino agli ultimi decenni dell’Ottocento, era insediata all’interno del tessuto di antica formazione, con una densità abitativa urbana di oltre 550 abitanti per ettaro, una densità di gran lunga superiore a quella che oggi possiamo stimare per gli abitanti che ancora sono insediati all’interno del centro storico.

Fig. 3. Planimetria del centro urbano di Adrano nel 1929: rielaborazione grafica della mappa originale. In marrone l’area del centro storico; le parti di tessuto rappresentate con gli altri colori sono i quartieri di matrice ottocentesca o dei primi del ‘900. Tra questi: il qurtiere della stazione e “monte rosso” (in giallo), di Patellaro (marrone chiaro), della Lisia (in verde), Cappellone (in rosa), di San Marco e Cappiccini (in grigio), di Giobbe (in azzurro).

Le nuove espansioni della città iniziate alla fine dell’800 e proseguite anche nei decenni successivi danno luogo ad un tipo di tessuto urbano completamente diverso rispetto a quello di più antica formazione. Il nucleo più antico di Adrano è il risultato di un lento processo di formazione, cominciato nel medio evo ed arrestatosi definitivamente alla metà dell’800. Il risultato di questo lungo processo è un aggregato di isolati estremamente variegato e articolato da un punto di vista planimetrico: una trama viaria molto complessa, fatta di vie, piazze, slarghi e vicoli, il cui orientamento e sviluppo morfologico e dimensionale sono caratterizzati da una continua variabilità.

Fig. 4. Confronto tra una parte di tessuto del centro storico (in arancio) con una parte di matrice ottocentesca (in blu).

Alla fantasia, variabilità ed imprevedibilità planimetrica di questo tessuto fanno da contrappunto la fitta composizione ed aggregazione di tipologie edilizie molto diversificate per dimensione, complessità planialtimetrica e funzione. Questa “ricchezza” spaziale si perde completamente nelle nuove espansioni urbane otto-novecentesche (vedi fig. 4): non ci sono piazze, slarghi o vicoli; le sezioni stradali diventano costanti e l’andamento si fa rettilineo; il tessuto segue una composizione a maglia ortogonale. Non ci sono nemmeno chiese, conventi o palazzi, ma soltanto le tipologie residenziali meno complesse e più piccole nelle quali si insediano spesso le famiglie appartenenti alle classi sociali più povere. Dalla mappa illustrata nella fig. 3, ricavata da una planimetria del 1929, e da un dettaglio della mappa dell’ultimo rilievo aerofotogrammetrico delle zone tra via Vittorio Emanuele e via S. Filippo (vedi Fig. 4) possiamo notare chiaramente queste differenze tra il tessuto del centro storico con la trama planimetrica degli altri quartieri otto-novecenteschi.

Fig. 5. Confronto tra il tessuto del cantro storico di Adrano con una parte del tessuto di Algeri (la Casbah).

È possibile paragonare il tessuto urbano del nostro centro storico con il tessuto di altre città dell’area mediterranea, in particolare con molti centri del nord-Africa e alcuni della Spagna meridionale. Quello che accomuna questi centri è la caratteristica matrice araba o di derivazione araba dell’impianto planimetrico. Nella fig. 5 si può confrontare la morfologia del tessuto del nostro centro storico con quello di Algeri. I due centri presentano delle similitudini nella forte densità di edifici negli isolati con una fitta tassellatura di lotti costruiti e nella diffusa presenza di vicoli o vicoli-corte (nel caso di Adrano) e di cortili e piccole corti o chiostrine (nel caso di Algeri) e nella complessità e varietà dello sviluppo planimetrico della trama viaria dei due tessuti.
Alfredo La Manna

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